Codice etico

AEP - Edipo Re illustrato da Hans Erni

Edipo Re illustrato da Hans Erni

CODICE ETICO


Anche se l'AEP non è affiliata all'International Psychoanalytical Association (IPA), il suo codice etico aderisce ai principi del codice etico dell'IPA.
In accordo con le raccomandazioni dell'IPA, il codice etico dell'AEP associa nei suoi principi i diritti umani, la deontologia e i valori psicoanalitici.
In questa pagina, i termini "analista" e "psicoanalista" includono gli psicoanalisti in formazione che hanno terminato la loro analisi didattica e la cui pratica è sotto supervisione.
Tutti gli psicoanalisti dell'AEP si impegnano a rispettare il codice etico nei suoi principi e nelle sue procedure.

Per lo svolgimento di una psicoanalisi in sedute lunghe, devono essere rispettate le seguenti direttive in vista della protezione degli analizzati, degli psicoanalisti e dell'AEP:

  1. La decisione di intraprendere una psicoanalisi in sedute lunghe è fondata sul principio della libera volontà dell'analizzato e dell'analista. La fine dell'analisi è decisa, in regola generale, in maniera consensuale.
  2. Ogni abuso di autorità da parte dello psicoanalista verso l'analizzato è incompatibile con le regole etiche dell'AEP (e dell'IPA). Rientrano in questo caso i tentativi di seduzione, in particolare a carattere sessuale, le relazioni sessuali fra analista e analizzato, ogni rivendicazione finanziaria che non rientri nel contratto analitico stabilito prima dell'inizio della psicoanalisi, ogni violenza fisica o verbale, e ogni utilizzo, nell'interesse dell'analista, di informazioni ricevute nel quadro della sua relazione con l'analizzato.
    Il consenso dell'analizzato non libera l'analista dalla sua responsabilità.
    È essenziale considerare che il transfert e il controtransfert non sono necessariamente liquidati con la fine dell'analisi, tanto più se questa termina prematuramente.
  3. Queste stesse regole si applicano alle relazioni fra didatti e analizzati in didattica o analisti in supervisione.
  4. Uno psicoanalista che si trovi temporaneamente o permanentemente nell'incapacità di assicurare la sua attività, per ragioni fisiche o psichiche, ha l'obbligo di interromperla.
  5. Lo psicoanalista personale e didatta sono tenuti al segreto professionale più stretto. Quest'obbligo implica una discrezione assoluta nella presentazione dei casi, seminari, pubblicazioni che includono materiale clinico. Tutte le comunicazioni e i documenti che riguardano l'analizzato sono confidenziali. È compito dell'analista personale o didatta assicurarsi che ogni documento scritto (pubblicato) che riguarda un analizzato preservi il suo anonimato. La rottura del segreto professionale non può essere fatta che con il consenso dell'analizzato.
  6. Lo psicoanalista che, nel quadro di un'analisi, apprende un'informazione che pone un problema etico, deve informare il suo analizzato dell'esistenza del Codice etico. Non è pur tuttavia esonerato dall'esigenza di confidenzialità.

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